• Maria Brescancin

Perchè la capacità di meravigliarsi ci predispone a stare meglio


La primavera è alle porte e, in attesa di veder nascere le farfalle dalle crisalidi che custodisco dallo scorso novembre, vorrei condividere con voi questo ricordo che mi ha dato lo spunto per scrivere a proposito della meraviglia...

Uno dei miei momenti “meravigliosi”

Per la prima volta, causa autunno troppo caldo, mi sono ritrovata a dover portare in casa, per salvarli dalle rigide temperature comparse all’improvviso, gli ultimi sei bruchi di farfalla macaone che cercavano di sopravvivere in giardino. Questa è stata per me un’occasione per osservarli da vicino anche nel momento cruciale in cui abbandonano la pianta che li ha nutriti fino a un attimo primo per cercare un appiglio, di solito un rametto, a cui aggrapparsi per trasformarsi in crisalide e attendere il primo vero caldo che permetterà loro di diventare finalmente splendide farfalle. Una sera, prima di andare a dormire, sono andata a dare un’ultima sbirciata alla “bruco-box” e, proprio in quel momento, uno dei bruchetti che era legato ad un rametto tramite una quasi invisibile cinturina, ha iniziato a spogliarsi della sua pelle. Agitandosi e dimenandosi con movimenti vigorosi, spinto da una profonda e misteriosa forza, rompeva la pelle sottile e la faceva piano piano scivolare verso il fondo. Pareva un surfista, aggrappato alla vela, concentrato nell’assecondare e vincere le onde. Nel momento in cui tutta la pelle è caduta a terra, e un nuovo essere stava aggrappato al bastoncino, simile ad un piccolo drago, ogni movimento si è placato. Compiuti gli sforzi, la crisalide ha iniziato il suo riposo apparente: nessuno, osservandola ora da fuori, sospetterebbe che al suo interno, di nascosto, sta scolpendo il corpo di una farfalla e tessendone le ali come pregiati arazzi.

Ecco, non saprei dire quanto sia durato tutto questo…forse cinque minuti o forse mezz’ora… Ero profondamente immersa nell’osservare quel momento unico, sospesa in un senza tempo che non saprei quantificare. Ero in un momento magico, un momento che può nascere solo dal senso di meraviglia.

Ma che cos’è la meraviglia? E perché ha a che fare con la creatività?

La meraviglia per Platone e Aristotele è l’origine della filosofia, ciò che spinge ad essere curiosi e a porsi delle domande.

Salvo Pitruzzella, uno dei maggiori esponenti della Drammaterapia in Italia, nel suo libro “L’ospite misterioso. Che cos’è la creatività, come funziona e come può aiutarci a vivere meglio”, definisce la curiosità uno stemma della disposizione creativa e la meraviglia una dimensione di essa. La curiosità viene definita come disponibilità all’incontro e la meraviglia come l’entusiasmo verso il mondo. La meraviglia comprende l’emozione, la contemplazione, il rispetto. La capacità di meravigliarsi porta a vivere in maniera più creativa; coltivare la creatività ci predispone a stare meglio, a vivere in maniera più positiva le nostre relazioni e ad occuparci di noi dando il giusto peso alle difficoltà che ci si presentano, fornendo ottimi strumenti per affrontarli.

E se manca?

Quando attraversiamo un periodo difficile, spesso smettiamo di porci delle domande, nulla ci incuriosisce e nulla più ci stupisce. Nulla ci meraviglia. Ci incupiamo, diventiamo cioè cupi, bui. Abbiamo spento la lampadina della mente e scollegato il circuito che la lega al cuore. Non abbiamo più ispirazioni né aspirazioni.

Ecco perché, che si tratti di un piccolo bruco che si trasforma, di un tramonto, un dono inaspettato, è importante verificare che la nostra spia della meraviglia sia attiva e che continui ad indicare un corretto funzionamento.

Se così non fosse, come possiamo fare per riaccendere il senso di meraviglia e riattivare la spia?

Forse non siamo abituati a dare importanza agli attimi di meraviglia che ci vengono offerti; potrebbe essere utile iniziare a farci caso, a porvi la giusta attenzione per ottenere una disposizione più creativa verso le nostre esperienze di vita.

Oppure proviamo ad ascoltare i racconti del senso di meraviglia sperimentato da altre persone e lasciamoci incuriosire.

Gli altri possono essere una risorsa, soprattutto in un gruppo che lavora e si diverte esprimendosi creativamente attraverso gli strumenti più idonei che vengono scelti con cura e selezionati solo per quel determinato gruppo che si viene a formare in quel determinato momento e non pre-confezionati e riciclabili. Ogni persona è unica, ogni gruppo di persone è unico. Valorizzando questa unicità, possiamo ritrovare la meraviglia in noi, negli altri e nel mondo che ci circonda.

#meraviglia #curiosità #drammaterapia

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