• Maria Brescancin

Storymaking: invento una storia, il cuore ci crede e la mente se ne convince.


La storia della pallina che si era persa

L’altro giorno al parco il mio bimbo di due anni e mezzo ha trovato una pallina blu, della misura perfetta per essere calciata con il suo piedino. L’ha trovata vicino alla rete di recinzione, nessun altro bimbo era nelle immediate vicinanze e allora ne abbiamo approfittato per giocarci un po’. Al momento di andare via gli ho chiesto di lasciare la pallina perché magari il bimbo che l’aveva perduta sarebbe tornato a cercarla. Ovviamente lui ha protestato e ha continuato a giocarci. Gli ho ripetuto la mia richiesta senza troppa convinzione; capivo che a lui quella pallina piaceva proprio tanto e che forse era davvero piccolo per comprendere le mie motivazioni. In fondo, nessun altro bimbo era intervenuto a reclamare la pallina. Ad un certo punto, mentre gli dicevo ancora “…forse il bimbo che l’ha persa torna a cercarla…”, lui mi ha guardata e mi ha detto… “Mamma, come la storia della pallina che si era persa…!” ed è corso a mettere la pallina sotto allo scivolo, in un angolo dove a lui sembrava al sicuro, poi è tornato da me con un sorriso e abbiamo potuto andare via tranquilli.

Il potere delle storie

Ebbene, mi sono stupita moltissimo, ma ho avuto un’ulteriore conferma del potere delle storie, soprattutto quelle che facciamo nostre, o perché le raccontiamo o perché le creiamo. Quando ho inventato questa storia per il mio bambino non avevo nessuna finalità se non quella di rispondere alla sua domanda “Mamma, mi racconti una storia?” e vivere un momento relazionale intimo e speciale con lui.

“La storia della pallina che si era persa” è una delle ultime storie che ho inventato su sua richiesta precisa. Racconta di una pallina che viene lanciata lontano lontano da un bambino, mosso dalla curiosità di vedere fino a dove riesce a farla arrivare. Il tiro è veramente potente e la pallina attraversa diversi luoghi e vive diverse avventure fino a ritornare per un caso fortuito dal suo proprietario.

Nessuna spiegazione esclusivamente razionale può convincere il nostro cuore come può fare il linguaggio profondo delle storie. Esse parlano il linguaggio dei simboli e delle metafore, che arriva direttamente alla nostra comprensione perché tocca corde conosciute e che vibrano se sfiorate da qualcosa che ci emoziona. A quel punto anche la mente riconosce la motivazione e ci spinge al cambiamento. Le storie parlano di noi ma non ci urtano; ci si avvicinano per sussurrarci con la debita distanza quello che in fondo vogliamo sentirci dire. Spesso ci offrono punti di vista differenti e ci mostrano soluzioni a cui non avevamo pensato.

Storymaking, ovvero l'arte di creare storie

Creare storie, inventare nuovi mondi, dare espressione attraverso le immagini al nostro sentire offre un grande senso di appagamento e soddisfazione. Mostra possibilità infinite, apre innumerevoli strade. Inventare storie è e deve essere un gioco, senza obiettivi precisi, un assecondare sereno il fluire delle immagini che si formano nella nostra mente. È l’essere creatori, il trovare divertimento nel far fare acrobazie alle parole, per poi fermarsi ad osservarle e a rimanere sorpresi davanti all'imprevedibilità delle strade percorse. È dare un senso nuovo all'esperienza.

Storymaking in gruppo

Le storie possono essere create con le più svariate tecniche, da soli o in compagnia. Le storie costruite in gruppo attivano un'esperienza ludica e fantastica che risveglia la creatività e dà gioia; una modalità di incontro esclusiva in cui le parole vengono lanciate e riacchiappate, rimbalzano o vanno a zig zag, sfrigolano o frizzano, volano leggere o strisciano faticosamente, si annodano le une alle altre, si intrecciano e creano immagini in sequenza. Le storie possono essere inventate utilizzando le parole, ma non solo. Si può fare storie con le immagini, con i suoni, con gli oggetti e possono anche essere drammatizzate o improvvisate con gesti e movimenti espressivi. I bambini creano naturalmente storie quando giocano, è il loro linguaggio naturale; ma anche gli adulti, se si lasciano andare al gioco, ne traggono grande gioia.

Le storie sono storie e, come tali, devono restare nel loro mondo, quello immaginativo; ma inventando storie creiamo un’esperienza vera e gioiosa che ci permette di esprimere qualcosa che non potevamo esprimere in altro modo e ci mostra possibilità che non potevamo vedere e riconoscere sotto altre forme. Le storie inventate dagli altri per noi o da noi con gli altri sono un vero e proprio dono, una possibilità di scambio, di conoscenza e di spontaneità offerte in un territorio in cui si è liberi da giudizi e ben disposti al dialogo.

Bibliografia:

Cozza G., Me lo leggi?, Il leone verde, 2012

Pitruzzella S., Errico G., Manuale di narrazione creativa, Franco Angeli, 2012

Rodari G., Grammatica della fantasia, Einaudi, 2013

Santagostino P., Come raccontare una fiaba… e inventarne cento altre, Red Edizioni, 2004

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